Una carie può guarire da sola?

La risposta è: dipende da quanto è avanzata.

La carie non compare all'improvviso come un buco nel dente. Inizia quando gli acidi prodotti dai batteri della placca provocano una perdita di minerali dallo smalto. In questa prima fase, se la superficie del dente è ancora integra, il processo può essere arrestato e, in alcuni casi, invertito grazie alla remineralizzazione.

La saliva contribuisce naturalmente a questo equilibrio, mentre il fluoro, una corretta igiene orale e alcune modifiche alle abitudini alimentari possono favorire il recupero dei minerali persi. Questo non significa, però, che sia sufficiente aspettare: è importante capire se la lesione sia ancora in una fase in cui è possibile intervenire senza ricorrere a un'otturazione.

Quando si è formata una vera cavità, il discorso cambia. Il tessuto dentale perso non ricresce spontaneamente e può essere necessario ricostruire il dente con un'otturazione.

Il problema è che una carie nelle sue fasi iniziali spesso non provoca alcun dolore. Per questo, le visite periodiche dal dentista sono importanti: permettono di individuare eventuali lesioni quando sono ancora piccole e, dove possibile, intervenire prima che diventi necessario ricostruire il dente.

Negli ultimi anni la ricerca scientifica sta esplorando nuove possibilità nel campo della rigenerazione dentale, arrivando a studiare persino farmaci capaci di stimolare lo sviluppo di nuovi denti. Si tratta però di trattamenti ancora sperimentali, studiati inizialmente per particolari condizioni di assenza congenita dei denti, e non per riparare quelli danneggiati dalla carie.

In attesa di ciò che la ricerca ci riserverà in futuro, la possibilità più concreta di evitare un'otturazione resta riconoscere una carie abbastanza presto, quando il processo può ancora essere arrestato senza dover ricostruire il dente.

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Perché andare dal dentista anche quando non si ha male ai denti?